Precisazioni sulle informazioni inesatte riportate dagli organi di stampa sull'operato di questa.

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10 dicembre, 2015 - Comunicato

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In merito alle informazioni pubblicate recentemente sugli organi di stampa, relativi all’operato di tutela della Soprintendenza BeAP per l’Abruzzo, si precisa quanto segue.

Per lo stadio Giovanni Cornacchia di Pescara l’avvio del riconoscimento dell’interesse culturale fu richiesto proprio dall’Amministrazione di Pescara nel 2014 ed è stato accertato dal Segretariato Regionale dopo la delibera della Commissione Regionale del MiBACT del 17 novembre 2015. Il Comune di Pescara non ha ritenuto di partecipare al procedimento. Circa il progetto per il nuovo stadio, non è stato mai presentato a questo Ufficio.

Relativamente al Ponte del cielo, sempre a Pescara, il progetto, che ha avuto parere negativo, è stato valutato con tutte le attenzioni ed il giudizio di merito è stato espresso da due distinte Commissioni. Circa la presunta assenza di comunicazione fra l'Amministrazione Comunale e la Soprintendenza, si chiarisce che questo Ente non è mai stato invitato alla Conferenza di servizi preliminare, come invece è prassi istituzionale e obbligo di legge. Successivamente la richiesta di riesame del parere negativo presentata dal Comune di Pescara è stata valutata dalla Commissione Regionale Patrimonio Culturale composta da tutti i Soprintendenti di Settore della Regione Abruzzo, che ha confermato il parere della Soprintendenza.

In merito alla Casa del Pellegrino a Manoppello, si chiarisce che non è stato bocciato alcun progetto. Quello presentato ai fini della compatibilità paesaggistica, valutato da apposita Commissione, è stato concluso con parere favorevole, rispettando i termini e i tempi di legge. Tale immobile non può essere dichiarato di interesse culturale perché privo dei presupposti di legge, essendo una costruzione che non supera i settant'anni di vita.

Per il Palazzetto ex Banca d'Italia a Pescara, va precisato che il progetto di ristrutturazione di cui si parla negli articoli di stampa è stato già diniegato in passato da due precedenti Soprintendenti e le motivazioni dei dinieghi hanno trovato conferma nella recente sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto l’ interesse culturale per l'intero immobile. Si tiene a ribadire che il mantenimento della corte interna non preclude in alcun modo la realizzazione/destinazione a museo dell'edificio. Inoltre, per la collezione Di Persio, al fine di tutelarne l'integrità e la permanenza nella città di Pescara, è stata avviato da questo Ufficio il procedimento di interesse culturale.

In ultimo, per quanto riguarda il progetto di riqualificazione di Piazza Risorgimento ad Avezzano è stato trasmesso a questa Soprintendenza nel mese di settembre u.s. ed è attualmente in fase di valutazione a seguito delle integrazioni richieste e pervenute dal Comune solo a fine novembre. Non si tratta, dunque, come erroneamente riportato dalla stampa, di un ‘blocco’ del progetto poiché la valutazione di merito dello stesso è ancora in fase istruttoria, nel pieno rispetto dei termini e dei tempi di legge.

In conclusione preme sottolineare l’attenzione che questo Ufficio pone, nel rispetto del mandato istituzionale della tutela, alla salvaguardia delle testimonianze dell’architettura del ‘900 che in Abruzzo vanta esempi di eccellenza, come ha confermato una recente ricerca avviata in ambito nazionale dalla Direzione Generale per l'Arte e l'Architettura Contemporanea del MiBACT in collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’ Università degli Studi "G. d'Annunzio", per evitare la scomparsa di notevoli testimonianze dell’architettura moderna e contemporanea, come è successo per la Centrale del latte di Pescara, una fra le maggiori opere del Ventennio in Regione. Sono anche questi i motivi per i quali la Soprintendenza BeAP ha inteso e intende attivare una valida azione di tutela ai fini di salvaguardare beni culturali che, anche se di recente realizzazione, costituiscono un’ importante testimonianza della produzione artistica del XX secolo.


Pescara - Edificio ex Banca d'Italia. Negli atti la realtà dei fatti.

Richiamato quanto già sopra pubblicato in data 10/12/2015 su questo sito, a riscontro dell'articolo apparso su "il Centro" domenica 10 gennaio 2016 dal titolo "Ex BankItalia, il Ministero rilancia l'idea del museo" è opportuno fare chiarezza sui fatti, in particolare su quanto dichiarato dal deputato di Sel Gianni Melilla e sulla destinazione a museo dell'ex Banca d'Italia.
Va premesso infatti che la SBEAP dell'Abruzzo non ha mai espresso parere contrario alla destinazione a museo dell'edificio: al contrario, in più circostanze tale posizione è stata ribadita anche alla proprietà, ritenendo che la destinazione a sede museale dell'importante collezione d'arte Di Persio e Pallotta potesse giovare alla conservazione del bene oltre che conferirgli prestigio e ulteriore valenza culturale, portando altresì ricadute positive per la città di Pescara e per il Paese. Una prospettiva vista con interesse da tutte le parti e della cui mancata realizzazione ad oggi nulla si può imputare alle azioni dell'attuale Soprintendenza BEAP e dell'ex Soprintendenza BAP.
Rispetto all'interrogazione parlamentare formulata dal deputato Melilla del 9 settembre 2015, questo Ufficio ha dato sollecito riscontro alla Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio con nota del 2 ottobre 2015 prot. 8953 chiarendo in maniera esaustiva i motivi per il quali i progetti presentati negli anni fossero incompatibili con le esigenze di tutela del bene; tali motivi erano espressi anche sulla scorta della sentenza del Consiglio di Stato n. 2019/2014, che individuava nella corte interna coperta a a padiglione - proprio quella che tutti i progetti finora presentati proponevano di cancellare - l'elemento essenziale per il riconoscimento dell'interesse culturale dell'edificio.
Circa la nota della Direzione Generale MIBACT citata nell'articolo, si sottolinea che questa Soprintendenza, confermando la piena disponibilità sempre mostrata in passato ad una collaborazione finalizzata alla redazione di un progetto coerente con l'edificio tutelato, ha sollecitamente chiarito la propria posizione sulla questione al superiore Ministero, ribadendo che attualmente non vi sono progetti da esaminare in corso, essendo conclusa ogni procedura nei termini e nel rispetto della legge.
Rispetto quindi a quanto esposto nell'articolo in questione, si torna ancora una volta a ribadire in sintesi quanto segue: la attuale Soprintendenza BEAP e la precedente BAP non hanno mai opinato sulla destinazione a museo dell'edificio; la stessa Soprintendenza sarebbe ora ben lieta di approvare un nuovo progetto rispettoso delle indicazioni date nelle precedenti comunicazioni alla ditta, ricordando che quest'ultima aveva in passato anche ottenuto un parere favorevole con prescrizioni al progetto di museo al quale non ha mai dato seguito.

Guarda il vincolo e altra documentazione nell'articolo della sottostante sezione "Eventi"